Il nostro percorso ha inizio nel 2002, quando con il primo “Femminiello Pride” rispondemmo all’abate Tarcisio Nazzaro che, con uno sgradevole gesto, aveva scacciato i femminielli dal santuario, accusandoli di profanare un luogo sacro. L’indignazione di fronte a quell’atto diede vita al primo “Femminiello Pride” che si svolse a Montevergine nello stesso febbraio 2002, circa una settimana dopo la “cacciata”. Da allora la festa della Candelora lgbt è cresciuta e si è andata affiancando al rito religioso, mantenendo un atteggiamento di rispetto nei confronti della tradizione, del santuario e dei monaci.
In questi anni abbiamo creato una rete di associazioni e gruppi che è cresciuta e ha saputo coinvolgere realtà differenti: dalle associazioni lgbt, ai gruppi di studenti, giovani e cittadini, proponendosi alla città, alla provincia e all’intera regione come un soggetto culturale e politico capace di costruire, nelle giornate della Candelora ma non solo, un percorso che rendesse le tematiche lgbt accessibili a tutti/e.
Nel corso di questi dieci anni abbiamo tenuto viva questa festa, rendendola occasione di dibattiti, spettacoli, mostre ed eventi culturali di ogni tipo, che a lungo hanno rappresentato l’unica finestra aperta nella nostra provincia sulle tematiche di trans, gay e lesbiche. Abbiamo reso la Candelora un’occasione per parlare di tematiche vive, per far parlare le persone e raccontare storie.
Un decennio dopo quel primo “Femminello Pride” la Candelora rappresenta per noi e per tutta la Campania un momento di forte legame con il territorio, con la sua storia e le sue tradizioni, ma soprattutto rappresenta l’occasione di vivere questo legame in modo dinamico, come uno scambio reciproco che genera nuove relazioni, un occasione di riappropriarci di quei valori, senza rinunciare a quelli che noi, oggi, consideriamo valori. È per questo che le tematiche lgbt restano, nel nostro percorso, di assoluta centralità, rappresentando l’istanza principale intorno a cui costruiamo le giornate della Candelora. In particolare abbiamo voluto mantenere costante l’attenzione sull’esperienza transessuale, che riteniamo essere di assoluta centralità per il percorso compiuto in questi anni, e abbiamo vissuto come una risorsa e una specificità della Candelora l’assoluto protagonismo delle persone transessuali e transgender.
A dieci anni di distanza i soggetti che compongono la Rete sono cambiati, ad alcuni compagni di strada abbiamo detto arrivederci, altri hanno intrapreso percorsi differenti, mentre nuove realtà si sono avvicinate alla rete, portando con sé un bagaglio di nuove esperienze che non può che arricchire il nostro percorso. A dieci anni di distanza, possiamo dire di essere riusciti/e a coinvolgere tutti i principali soggetti dell’associazionismo lgbtqia campano, che oggi condividono con noi il percorso di cosruzione delle giornate della Candelora: da Arcigay a Famiglie Arcobaleno, da Atn ad Arcilesbica, senza dimenticare le associazioni e i gruppi del territorio irpino, come Rouge e La Realidad, alle esperienze più “giovani” come quella dell’UdS o di Occupy Avellino. Una rete di persone e non un cartello di associazioni, il cui scopo è far conoscere e valorizzare la tradizione della Juta della Candelora e il patrimonio simbolico, culturale e religioso ad essa connesso.
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Pingback: Il Programma della X Candelora lgbt « Candelora lgbt - 26 gennaio 2012