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Mossi solo dal desiderio, non dal calcolo::: Vogliamo tutto!

ImageCala il sipario sulla XI Candelora lgbt, una Candelora di pace, di cultura, di gioia. Con la giornata di mobilitazione per la riapertura dell’ex cinema Eliseo, dopo il successo della festa *Absolult queer night*, dopo la juta da Mamma Schiavona, dopo lo spettacolo teatrale “Le cinque rose di Jennifer”, dopo la mostra “CandelOra” e, ultimo solo in termini di tempo, dopo il Transbus, per la Rete per la Candelora lgbt è tempo di bilanci e di ringraziamenti. Innanzitutto gli attivisti, i volontari che con il loro lavoro hanno reso possibile lo svolgimento delle iniziative. Le amiche e compagne di ATN, che ogni giorno hanno percorso l’autostrada Napoli-Avellino per essere presenti agli appuntamenti in programma. Un ringraziamento particolare va a Luciano Ferrara, che per il secondo anno consecutivo ha voluto esporre i suoi scatti all’YNot di c.so Vittorio Emanuele. Ancora, Salvatore Mattiello e la compagnia teatrale Ichos Zoe, che la sera del 1 febbraio ha emozionato il pubblico del Teatro 99posti con la messa in scena di uno dei più attuali e belli tra i testi di Annibale Ruccello. Infine gli artisti esibitisi sabato sera: Simone Vignola, che con la sua musica live ha aperto la serata al Rancho del Tio e l’animazione di Muccassassina che ha fatto ballare tanti e tante fino a tarda sera.
Eravamo partiti con tre semplici richieste: #spazi, #diritti, #felicità. In questi giorni di Candelora abbiamo conquistato un pezzettino di ciascuno di questi bisogni. La felicità, nell’entusiasmo che abbiamo messo in ciascuna delle iniziative in programma. I diritti, quello ad un futuro migliore, ad una vita dignitosa e fiera, alla religiosità, all’amore. Gli spazi, materiali e immateriali, del’agire politico sul territorio. Un territorio calpestato, dimenticato in nome della volontà di pochi. Oggi, dopo questa settimana di condivisione, non compiamo passi indietro e, anzi, parafrasando il titolo di questa undicesima edizione della Candelora lgbt, continuiamo a volere tutto. Vogliamo trasporti, perché la mobilità significa per noi possibilità di abbattere i confini e raggiungere il mondo intero, ma soprattutto per andare da Mamma Schiavona con la nostra funicolare.
È questo il grido d’allarme che lanciamo a chiusura di questa undicesima edizione della Candelora –dicono i ragazzi della Rete- “Salviamo la funicolare!” opera architettonica unica nell’Europa Meridionale e elemento imprescindibile per lo sviluppo del territorio. Rivolgiamo quindi un appello al sindaco di Mercogliano, all’ente parco del Partenio alle autorità provinciali e regionali perché sia di nuovo e ancora possibile raggiungere Montevergine con la funicolare. Ci rivolgiamo direttamente all’assessore Sergio Vetrelle, a cui chiediamo di evitare che alla funicolare tocchi la stessa fine riservata alla stazione ferroviaria di Avellino, impegnandosi in prima persona per un tempestivo ripristino del servizio in modo da permettere, negli anni a venire, la partecipazione dei fedeli e delle paranze alla Juta da Mamma Schiavona. Ci rivolgiamo inoltre alle comunità che abitano questo territorio, a cui chiediamo di seguirci in questa battaglia, perché la funicolare è un patrimonio di tutti e tutte a cui non dobbiamo né vogliamo rinunciare.
Un ultimo ringraziamento va al comitato per l’Eliseo. Agli uomini e alle donne che da un mese ormai conducono questa importante battaglia diciamo che la lotta per gli spazi della cultura in città è anche la nostra lotta e che siamo complici e solidali con loro. “Troviamo la strada o apriamone una nuova. Insieme, in nome del desiderio, mai del calcolo”. Spazi, diritti, felicità, trasporti. Vogliamo tutto!

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